big tech ai investmentIn una call su Microsoft Teams, Jared Spataro, responsabile del software di produttività di Microsoft, dimostra come l'intelligenza artificiale (AI) riesca ad elaborare un riassunto accurato della conversazione in corso, praticamente in tempo reale. Microsoft sta implementando l'intelligenza artificiale in quasi tutti i suoi prodotti e in particolare nella suite Microsoft 365 attraverso Copilot, appoggiandosi su ChatGPT. Alphabet, la casa madre di Google, sta seguendo la stessa strada con prodotti come Gmail e Sheets.

Negli ultimi mesi, anche gli altri giganti della tecnologia come OpenAI, Amazon Web Services, Apple e Meta hanno annunciato rilevanti investimenti e progessi nell'ambito dell'AI, grazie alla nuova generazione di modelli generativi e Large Language Model, proiettati in modo dirompente dalla ricerca al mondo reale. 

Nel 2022, i cinque giganti tecnologici hanno investito 223B$ in ricerca e sviluppo (R&D), oltre ai 161B$ in capex, una cifra pari al 26% dei loro ricavi annuali, ben superiore rispetto al 16% del 2015 -  ed una parte consistente di questi investimenti è stata destinata all'AI.

i protagonisti di questa corsa, Microsoft e Google in testa seguiti da Meta, stanno agendo con varie strategie per perseguire gli obiettivi di sviluppo, tra le quali spiccano gli investimenti in startup, acquisizioni e assunzioni di personale specializzato. Prima tra tutti, Microsoft ha investito $11 miliardi in OpenAI, mentre Apple si è concentrata sull'acquisizione di startup legate all'AI.

Le assunzioni nel settore AI sono ovviamente in crescita, con Google, Meta e Microsoft che richiedono sempre competenze più specifiche - ricoprendo un ruolo ormai chiave anche in ambito di ricerca e di stretta collaborazione con il mondo universitario:  nel periodo 2020-2022, Alphabet ha pubblicato circa 9.000 articoli di ricerca sull'AI, seguita da Microsoft con 8.000 e Meta con 4.000.

La febbre dell'AI sta portando a risultati tangibili, sia in termini di efficienza operativa che di nuovi prodotti e integrazione nei servizi esistenti; ad esempio, Microsoft e Google hanno potenziato la ricerca con gli assistenti AI in Bing e Bard.  Sia Google che Meta offrono strumenti per generare automaticamente campagne pubblicitarie, mentre Microsoft mette a disposizione la tecnologia di OpenAI ai clienti della sua piattaforma cloud Azure.

I Big Tech, memori delle esperienze del passato, sono ben consapevoli che se dovesse radicalizzarsi il cambio di paradigma della rete in ottica AI , potrebbero essere messi in difficoltà da nuovi arrivati. Proprio per questo, l'enorme quantità di risorse investite nel settore riflette la volontà di rimanere non solo rilevanti, ma dominanti.

In ogni caso, è certo che questa è solo l'alba della rivoluzione dell'intelligenza artificiale.

Per approfondimenti: https://archive.is/ot8EH 

 

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